Paese mio

2009 February 21
by lucapaci

Altola’ del Vaticano, gelo del Colle.

Il Palazzo espande e si organizzano ronde.

Nel partito e’ braccio di ferro contro Bruto.

Televisioni accese in stand by

pronte a scattare contro il magistrato

di turno chinano il capo che le conduce..

Democrazia e’ una puttana che scappa

dallo stivale fetido con un barcone

confiscato verso l’Africa o l’Oriente.

Passeggiata novarese

2008 September 4
by lucapaci

La vampa assoluta del sole contro il fragore del riso a manciate. Mazzi di soia, scampoli di zolla arata, crepata, mista a cielo sgombro. Picco sulla linea dell’orizzonte furtiva ed effimera. Casolari sfigurati dalle zampate degli anni che sgranano per tornare uguali e costanti sulla recessione  delle tempie e l’imbiancamento coi secondi, i secoli e gli strati geofisici. Paesaggio d’un tempo,  di rottami e gole e risacche e tempeste, grandine a chicchi, spiovere su tegole di terracotta, muggito di marmitte sfiatate. Dietro la collina una bicicletta sostiene il muro da sempre, come l’edicola sempre  della Madonna Vuota.

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sulla decisione

2008 July 13
by lucapaci

Party tra l’una e le due. Magari qui uno straccio d’ispirazione.. L’autore accende una sigaretta. E’ entrato soltanto per la musica, e percepisce soltanto voci femminili. E’ confuso. I love this place. Potrebbe essere soltanto un’ipotesi o un tumore nella narrazione che si espande e poi implode. Coglie lo sguardo della bionda. La vita che conduce, le preferenze, i viaggi, le sue abitudini. Dovrebbe fermarla per corroborare le sue supposizioni. Sorride. Riceve un sorriso di sdegno di risposta. Dev’essere con qualcuno. Il bicchiere lo tiene composto, la parte superiore è pulita, niente rossetto. Prende in mano la penna. Vuole scrivere del contrasto di luci ed ombre soffuse a lume di candela, dell’atmosfera trasognata di questo gineceo, dell’odore d’alcol e fumo che si libra nell’aria. Ma desiste. La storia, questa storia è già stata raccontata. Un racconto interrotto dalla sua indolenza e mancanza di concentrazione. Accende un’altra sigaretta e guarda di sguincio il riflesso del suo viso ubriaco.

2008 May 30
by lucapaci

Vorrei dirti poeta che hai il dovere di parlare

di quello che accade nel tuo paese senza

infilare la testa nella sabbia della tua clessidra

Vorrei dirti poeta che devi denuciare

soprusi e pervaricazioni e non

nasconderti dietro il dito della lirica

Vorrei dirti poeta che la poesia è nata

nel parlare e nel parlato ritorna e punge

come la coda dello scorpione

Vorrei dirti poeta ch’è finito il tempo

delle intenzioni e delle pose e che milioni

aspettano un segnale dalla tua lingua di spada

2008 May 8
by lucapaci

 Migrano. Il tempo illude il nostro esistere. Persistono la pietra, la plastica, l’acqua.  Tremano le vle dell’imprevedibile. Aria, piena, aria calda del primo vere, spazzato via l’inferno dell’inverno, il concedere avaro del sole.  Eppure apresso il vento scoperto pettina gli alberi. Ha una penna in mano e scrive.  Nel paesaggio, nella retina, nella rifrazione diagonale della luce e dell’ombra. La voce si sperde appena pronunciata. Eco si nasconde tra le gole scoscese. Come la vita sfugge appena sgusciata. Si cancellano le parole nello spazio bianco del silenzio.  Pensieri scoscesi al bordo, sulla traccia del confine di tufo. Poroso e’ il confine ed il muro della ragione un flusso d’acqua.

Sonetto per Glasgow. Edwin Morgan

2008 May 6
by lucapaci

Un vento meschino vaga attraverso il pattume del retrocortile.

 Il pelo di una pozzanghera si rizza, vecchi materassi
ansimano per poco e poi desistono. La fortezza-gioco di mattoni
e carabattole tracima della cenere.
 Quattro  piani non hanno  piu’ finestre da  infrangere
ma il quinto un davanzale smussato sostiene
madre e figlia le ultime amanti di quel blocco nero
condannato a stare in piedi non a crollare
Intorno a loro le crepe accrescono, i ratti strisciano.
Il bollitore singhiozza su un fornello dissennato.
 Rose di muffa crescono da soffitti a pareti.
l’uomo e’ steso fino a tardi perche’ ha perso il suo lavoro,
fuma s’un gomito mentre lascia la sua tosse cadere
sottilmente in un’aria troppo pura da rubare.
 

2008 April 11
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by lucapaci

Ottimizzazione del tempo a disposizione,

ricordarsi di respirare, cartelli croci & ferite

molteplici significati.

Pagare bollette luce acqua gas

portare la spazzatura fuori

radiografare il cuore/amore/ dolore

e tutte le trite rime di Sanremo.

Nei momenti necessari ci s’aggrappa ai luoghi

a noi comuni del Piave, del Carso,

come cavare sangue alle rape.

Byres Road

2008 January 28
by lucapaci

Le donne soffiano come frasche sul viale principale

Eteree od ipotetiche condizioni d’umano

Vorrebbe essere quelle cosce quel seno

Trasumanare per partorire l’uomo nuovo

Ma guarda Glasgow cogli occhi di bambino

Senza il pudore d’aver pensato ciò

che già altri hanno pensato

Timoroso perfino di mendicare il giorno

Quel prossimo giorno verrà

sarà in tutto simile all’altro:

Oppure un clinamen

Un disguido un incidente stradale

Porterà luce d’odio o d’amore non sa

( il fatto  è  che esistono molti invisibili

cangianti comunicanti)

dies

2008 January 12
by lucapaci

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Scorrono parole, fiumi di sabbia sottile, ma non rimane nemmeno l’eco o la traccia di esse. Decidere è recidere- posizione inevitabile anche per l’anacoreta. Ogni scelta presuppone un’esclusione di possibilità.  La pazzia forse potrebbe sollevarci dalla responsabilità della recisione e la morte.. ma qui si vive sani e ci dicono che la morte non ci riguarda ancora. O  è forse la presenza della morte  concepita come negatrice della vita che ammorba l’esistere. Un unico movimento, ci insegnano i mistici, due facce della stessa medaglia. E questo continuo giudicare, questa distorta nozione secondo cui il pensiero critica prima di accogliere non aiuta alla fine.

2007 November 17
by lucapaci

 

E si profilerà la vita commossa di rotaie e treni per ognidove

 

le piogge andate laveranno sozzure future

 

chè la storia serve e non serve come un buon vestito

 

Mistiche donne dalla forma di viola

laveranno le ferite dei soldati \

controluce

un vecchio si beve la scena: