Fermarsi. Bere cogli occhi il paesaggio intorno: il fruscio dell’auto, il sordo tonfo della neve, il percolare dell’acqua del rubinetto malchiuso. Presta attenzione. L’attimo scorre in un rombo tra niente e niente. Soltanto il presente. Passato e’ andato, futuro non e’. Investi il momento in tempi MORTI. Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti. L’eterno ritorno del presente, unica dimensione abitabile. L’ansia viene dall’attaccamento al passato e al futuro. Troppo passato e poca presenza. Troppo futuro e poca presenza. Siedi ai ai piedi del pensiero ed aspettalo al varco come pesce guizzante. Il tuo passato perpetua se’ stesso grazie alla mancanza di presenza. L’assente, questo fantasma impalpabile, prende posto del presente, l’unica dimensione reale. Assenza che provoca ansia, paura, frustrazione, risentimento, rimpianto, depressione. Aspettare? Perche’ aspettare? Uscire dalla trappola del futuro. Domani non esiste. Quando esiste si chiama oggi. Si cambia pelle come i serpenti, si esce, si smette un abito liso, non domani. Adesso.
Quando ti accorgi del presente sei in allerta. Prendi coscienza dello stato di quiete, abiti il silenzio. Lo fondi, lo scavi, lo cerchi. I sensi si acuiscono, la coscienza dilaga, si apre come un varco sul mondo e lo spacca di luce. Non c’e’ pensiero, c’e presenza. Un animale aspetta la preda, i muscoli in tensione, le orecchi ritte. Si precepisce il minimo fruscio di vesti.
Archive for May 2007
fermarsi
In Poetry, Reflections on May 23, 2007 at 9:50 am1(a.. (una foglia cade sulla solitudine)
In Poetry on May 16, 2007 at 4:38 pm1(a
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