lucapaci

Archive for the ‘Poetry’ Category

Passeggiata novarese

In Poetry on September 4, 2008 at 6:06 pm

La vampa assoluta del sole contro il fragore del riso a manciate. Mazzi di soia, scampoli di zolla arata, crepata, mista a cielo sgombro. Picco sulla linea dell’orizzonte furtiva ed effimera. Casolari sfigurati dalle zampate degli anni che sgranano per tornare uguali e costanti sulla recessione  delle tempie e l’imbiancamento coi secondi, i secoli e gli strati geofisici. Paesaggio d’un tempo,  di rottami e gole e risacche e tempeste, grandine a chicchi, spiovere su tegole di terracotta, muggito di marmitte sfiatate. Dietro la collina una bicicletta sostiene il muro da sempre, come l’edicola sempre  della Madonna Vuota.

In Poetry, Reflections on May 30, 2008 at 7:41 pm

Vorrei dirti poeta che hai il dovere di parlare

di quello che accade nel tuo paese senza

infilare la testa nella sabbia della tua clessidra

Vorrei dirti poeta che devi denuciare

soprusi e pervaricazioni e non

nasconderti dietro il dito della lirica

Vorrei dirti poeta che la poesia è nata

nel parlare e nel parlato ritorna e punge

come la coda dello scorpione

Vorrei dirti poeta ch’è finito il tempo

delle intenzioni e delle pose e che milioni

aspettano un segnale dalla tua lingua di spada

In Poetry, Reflections on May 8, 2008 at 1:06 pm

 Migrano. Il tempo illude il nostro esistere. Persistono la pietra, la plastica, l’acqua.  Tremano le vle dell’imprevedibile. Aria, piena, aria calda del primo vere, spazzato via l’inferno dell’inverno, il concedere avaro del sole.  Eppure apresso il vento scoperto pettina gli alberi. Ha una penna in mano e scrive.  Nel paesaggio, nella retina, nella rifrazione diagonale della luce e dell’ombra. La voce si sperde appena pronunciata. Eco si nasconde tra le gole scoscese. Come la vita sfugge appena sgusciata. Si cancellano le parole nello spazio bianco del silenzio.  Pensieri scoscesi al bordo, sulla traccia del confine di tufo. Poroso e’ il confine ed il muro della ragione un flusso d’acqua.

Sonetto per Glasgow. Edwin Morgan

In Poetry, Translations on May 6, 2008 at 1:45 pm

Un vento meschino vaga attraverso il pattume del retrocortile.

 Il pelo di una pozzanghera si rizza, vecchi materassi
ansimano per poco e poi desistono. La fortezza-gioco di mattoni
e carabattole tracima della cenere.
 Quattro  piani non hanno  piu’ finestre da  infrangere
ma il quinto un davanzale smussato sostiene
madre e figlia le ultime amanti di quel blocco nero
condannato a stare in piedi non a crollare
Intorno a loro le crepe accrescono, i ratti strisciano.
Il bollitore singhiozza su un fornello dissennato.
 Rose di muffa crescono da soffitti a pareti.
l’uomo e’ steso fino a tardi perche’ ha perso il suo lavoro,
fuma s’un gomito mentre lascia la sua tosse cadere
sottilmente in un’aria troppo pura da rubare.
 

In Poetry on April 11, 2008 at 9:57 am

Ottimizzazione del tempo a disposizione,

ricordarsi di respirare, cartelli croci & ferite

molteplici significati.

Pagare bollette luce acqua gas

portare la spazzatura fuori

radiografare il cuore/amore/ dolore

e tutte le trite rime di Sanremo.

Nei momenti necessari ci s’aggrappa ai luoghi

a noi comuni del Piave, del Carso,

come cavare sangue alle rape.

Byres Road

In Poetry on January 28, 2008 at 10:30 pm

Le donne soffiano come frasche sul viale principale

Eteree od ipotetiche condizioni d’umano

Vorrebbe essere quelle cosce quel seno

Trasumanare per partorire l’uomo nuovo

Ma guarda Glasgow cogli occhi di bambino

Senza il pudore d’aver pensato ciò

che già altri hanno pensato

Timoroso perfino di mendicare il giorno

Quel prossimo giorno verrà

sarà in tutto simile all’altro:

Oppure un clinamen

Un disguido un incidente stradale

Porterà luce d’odio o d’amore non sa

( il fatto  è  che esistono molti invisibili

cangianti comunicanti)

In Poetry on November 17, 2007 at 10:39 pm

 

E si profilerà la vita commossa di rotaie e treni per ognidove

 

le piogge andate laveranno sozzure future

 

chè la storia serve e non serve come un buon vestito

 

Mistiche donne dalla forma di viola

laveranno le ferite dei soldati \

controluce

un vecchio si beve la scena:

Ancora distese

In Poetry on October 27, 2007 at 12:26 pm

le braccia sul corpo

 

un filo

 

di voce di senso di porto

 

di mare di acque di picchi

 

di sbocchi di

 

cose perdute lontane

 

distese

 

le cosce innevate di neve

 

assetate & assiepate

 

crediamo compiute ma

 

pingue il tempo s’espande

 

e frange l’ onde di spuma di corpo di neve

 

distese il suo peso nel solco

 

e dentrodistese annevate incompiute assetate

 

di volti di braccia lasciate

cadere sul corpo>>

In Poetry on September 23, 2007 at 11:04 am

Via del catai sotto cieli di caucciù

il core sgomenta e svapora l’istante

 

trecento schiavi Tamerlano e Gengiscano

hanno gli occhi di vetro

 

Vago svago e svapora l’istante

trecento schiavi sotto cieli di caucciù

In Poetry on September 19, 2007 at 7:50 pm

oltremare-2007-low.jpg

Mare mar
mare d’oltremare
l’oro del fondo
si mescola col rame

 

mare mar
mare d’oltremare
l’oro del tempo
si mescola col rame

 

mare mar
mare d’oltremare
l’oro del mondo
si mescola col rame