Un vento meschino vaga attraverso il pattume del retrocortile.
ansimano per poco e poi desistono. La fortezza-gioco di mattoni
e carabattole tracima della cenere.
Quattro piani non hanno piu’ finestre da infrangere
ma il quinto un davanzale smussato sostiene
madre e figlia le ultime amanti di quel blocco nero
condannato a stare in piedi non a crollare
Intorno a loro le crepe accrescono, i ratti strisciano.
Il bollitore singhiozza su un fornello dissennato.
Rose di muffa crescono da soffitti a pareti.
l’uomo e’ steso fino a tardi perche’ ha perso il suo lavoro,


