La vampa assoluta del sole contro il fragore del riso a manciate. Mazzi di soia, scampoli di zolla arata, crepata, mista a cielo sgombro. Picco sulla linea dell’orizzonte furtiva ed effimera. Casolari sfigurati dalle zampate degli anni che sgranano per tornare uguali e costanti sulla recessione delle tempie e l’imbiancamento coi secondi, i secoli e gli strati geofisici. Paesaggio d’un tempo, di rottami e gole e risacche e tempeste, grandine a chicchi, spiovere su tegole di terracotta, muggito di marmitte sfiatate. Dietro la collina una bicicletta sostiene il muro da sempre, come l’edicola sempre della Madonna Vuota.
sulla decisione
In Reflections on July 13, 2008 at 9:30 pmParty tra l’una e le due. Magari qui uno straccio d’ispirazione.. L’autore accende una sigaretta. E’ entrato soltanto per la musica, e percepisce soltanto voci femminili. E’ confuso. I love this place. Potrebbe essere soltanto un’ipotesi o un tumore nella narrazione che si espande e poi implode. Coglie lo sguardo della bionda. La vita che conduce, le preferenze, i viaggi, le sue abitudini. Dovrebbe fermarla per corroborare le sue supposizioni. Sorride. Riceve un sorriso di sdegno di risposta. Dev’essere con qualcuno. Il bicchiere lo tiene composto, la parte superiore è pulita, niente rossetto. Prende in mano la penna. Vuole scrivere del contrasto di luci ed ombre soffuse a lume di candela, dell’atmosfera trasognata di questo gineceo, dell’odore d’alcol e fumo che si libra nell’aria. Ma desiste. La storia, questa storia è già stata raccontata. Un racconto interrotto dalla sua indolenza e mancanza di concentrazione. Accende un’altra sigaretta e guarda di sguincio il riflesso del suo viso ubriaco.
In Poetry, Reflections on May 30, 2008 at 7:41 pm
Vorrei dirti poeta che hai il dovere di parlare
di quello che accade nel tuo paese senza
infilare la testa nella sabbia della tua clessidra
Vorrei dirti poeta che devi denuciare
soprusi e pervaricazioni e non
nasconderti dietro il dito della lirica
Vorrei dirti poeta che la poesia è nata
nel parlare e nel parlato ritorna e punge
come la coda dello scorpione
Vorrei dirti poeta ch’è finito il tempo
delle intenzioni e delle pose e che milioni
aspettano un segnale dalla tua lingua di spada